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RISPONDE ROSA MARIA SUAREZ, Socia ATEC, diplomata in estetica, dirige il proprio centro da 1987, specializzata in dermopimentazione dal 1987

La permanenza del pigmento nella pelle dopo un trattamento di permanent make-up ( PMU) è legata a diversi fattori, in primis dalla modalità realizzativa come dalla tipologia di pigmenti, in secondo luogo dalla tipologia della pelle trattata e non ultimo dalla cura alla quale l’area trattata viene sottoposta nel tempo.

Per quanto concerne la modalità realizzativa è bene sapere che
i pigmenti da tattuaggio “body art” sono piu stabili nel tempo rispetto a quelli del PMU grazie anche alle maggiori dimensioni delle molecole che li compongono,ma è prerogativa del PMU degradare nel tempo.
Un’altra peculiarità influisce oltre che sulla visibilità stessa del pigmento anche sulla sua permanenza ed è la profondità di installazione.
Il permanent make up deposita i pigmenti nel derma papillare a differenza del tattuaggio tradizionale che li deposita nel derma reticolare, questa diversa collocazione determina il diverso comportamento dei pigmenti inoculati e la diversa permanenza, risultando logico ed evidente che i piu superficiali permangano per meno tempo.
Per quanto concerne le diverse tipologie di pelle, come anche la diversità di età fisiologica diventano rilevanti in quanti i diversi spessori determinano un diverso posizionamento del pigmento.
A questi fattori sopraelencati si uniscono .

FATTORI INTERNI e FATTORI ESTERNI.
Fattori interni: Diverse patologie come per esempio forti anemie o dermatiti possono far si che il pigmento svanisca piu in fretta o addirittura non attecchisca
Fattori esterni: quali la cura nel tempo della zona trattata, l’esposizione al sole cosi come trattamenti chimici o medici possono influenzare in maniera rilevante sulla permanenza dei pigmenti e comunque sulla resa estetica del trattamento effettuato

News inserita il 20/02/2018

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