Marche

E’ stato pubblicato nel B.U.R. Marche in data 26/05/16 il regolamento regionale approvato con D.G.R. n° 445 del 09/05/16 (scarica e leggi) che disciplina le attività di tatuaggio e piercing.

La Regione Marche ha altresì diramato ai comuni una NOTA TECNICA (scarica e leggi) dove sono dettagliati gli aspetti procedurali e le competenze comunali in materia.

La disciplina è importante per le caratteristiche dell’attività, che comporta il rispetto di una serie di norme igienico-sanitarie.

Il regolamento attua l’art 5 della L.R. 18/11/13 n° 38 “Disciplina dell’attività di tatuaggio e piercing”(scarica e leggi) prevedendo i requisiti minimi igienico-sanitari dei locali adibiti all’esercizio dell’attività, le apparecchiature utilizzate, le modalità di preparazione, utilizzo e conservazione, nonché le cautele d’uso delle apparecchiature e dei pigmenti colorati utilizzabili, l’individuazione delle sedi anatomiche da trattare, i percorsi formativi per l’accesso alla professione.

Inoltre si disciplina la modalità di espressione del consenso del cliente. E’ previsto infatti che prima dell’ esecuzione del trattamento, l’operatore informi sul tipo di operazioni da effettuarsi, sui rischi legati all’esecuzione, nonché sulle precauzioni da osservare dopo il trattamento. Prima dell’esecuzione del trattamento è previsto poi che l’operatore acquisisca il consenso informato del richiedente o dell’esercente la potestà genitoriale o del tutore qualora il richiedente sia minore di diciotto anni.

E’ previsto il divieto di eseguire tatuaggi e piercing sui minori di diciotto anni senza il consenso informato, in sedi anatomiche nelle quali sono possibili conseguenze invalidanti permanenti, eseguire tatuaggi  e piercing su animali, procedere all’eliminazione dei tatuaggi in strutture non sanitarie.

Gli operatori che esercitano l’attività di tatuaggio e piercing alla data di entrata in vigore del regolamento stesso sono tenuti a presentare entro trenta giorni al SUAP competente per territorio apposita SCIA in cui sono indicati i nomi dei responsabili tecnici e a frequentare entro due anni dalla suddetta data un apposito percorso formativo e ad adeguarsi entro un anno ai requisiti igienico-sanitari dei locali destinati all’impresa.

Giovanni Paris

News inserita il 26/12/2016

Piemonte

27/7/2016 Tatuaggi e piercing: la Regione disciplina la formazione obbligatoria

Saitta: “più garanzie per la salute degli utenti”

Da oggi anche in Piemonte diventa obbligatoria la formazione per gli esercenti l’attività di tatuaggio, piercing e trucco permanente: la Giunta Regionale, infatti, ha approvato con delibera la “Disciplina regionale dei corsi di formazione sui rischi sanitari delle attività di tatuaggio, piercing e trucco permanente”.

Negli ultimi anni si è assistito anche in Piemonte alla notevole diffusione delle pratiche del tatuaggio e del piercing – commenta l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta – e numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato il rischio di trasmissione di infezione soprattutto laddove si utilizzano aghi taglienti. La Regione Piemonte già nel 2003 si era dotata di una normativa in materia che fornisce indicazioni tecnico-sanitarie per l’esecuzione dell’attività di tatuaggio e piercing. A livello nazionale, però, non esiste una normativa che disciplini espressamente la figura professionale dell’operatore di tatuaggio e piercing, e il Ministero della Salute ha emanato indicazioni operative a salvaguardia della salute pubblica, demandando alle Regioni la promozione di specifiche iniziative volte all’organizzazione di corsi di formazione obbligatori per gli esercenti le attività di tatuaggio e piercing. Prevedendo una specifica formazione obbligatoria garantiamo la salute degli utenti”.

“Grazie al provvedimento approvato oggi il Piemonte vincola finalmente l’esercizio dell’attività di tatuatori, operatori di piercing e trucco permanente a percorsi formativi obbligatori, erogati dagli enti formativi accreditati dalla Regione. I corsi sono tenuti da personale medico e da figure con esperienza in materie tecniche e giuridiche e si propongono di trasmettere le competenze necessarie a prevenire i rischi sanitari e le infezioni legate a queste attività con lezioni sull’anatomia umana, il primo soccorso, il corretto utilizzo di prodotti, la disinfezione e sterilizzazione degli strumenti e dei locali di lavoro. Credo che questo provvedimento sia un passo avanti importante nel garantire la sicurezza delle tante persone che si rivolgono all’arte del tatuaggio.” – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Gianna Pentenero.

La Delibera prevede un percorso formativo obbligatorio sia per quanti già eseguono prestazioni di tatuaggio, piercing e trucco permanente (in via esclusiva o complementari ad altre attività), sia per coloro che intendono avviare tali attività, finalizzato ad acquisire adeguate conoscenze sotto i profili igienico-sanitari e di prevenzione.

Il percorso prevede 94 ore totali (comprensive di esame finale) suddivise in 4 moduli (coloro che svolgono l’attività da almeno due anni hanno l’obbligo di frequenza del solo 4° modulo, la frequenza complessiva è invece obbligatoria per coloro che devono avviare l’attività): il possesso dell’attestato di frequenza con profitto al corso è, infatti, condizione necessaria per l’apertura di nuove attività.

Il corso prevede come docenti medici, chimici, infermieri, tecnici della prevenzione, esperti in materie giuridiche e operatori Arpa. Tra gli argomenti di studio: anatomia e fisiologia della pelle, prevenzione delle malattie infettive (Hiv, epatite virale), sterilizzazione, disinfezione, rischi per la salute (reazioni avverse, allergie), requisiti igienico-sanitari dei locali e delle attrezzature, normative europee, nazionali e regionali, aspetti medico-legali, smaltimento dei rifiuti, ecc.

Il percorso formativo non è obbligatorio per coloro che effettuano esclusivamente la foratura del lobo dell’orecchio (anche come prestazione complementare alle attività di farmacia, parafarmacia e di vendita di monili o di oggetti preziosi) e non abilita ad effettuare attività di piercing su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa (es. lingua, genitali, mammelle);

News inserita il 26/12/2016

REGIONE VENETO

Nuovi indirizzi regionali per tutelare la salute della popolazione in connessione alle attività di tatuaggio e piercing.       PREMESSA      È sempre più rilevante il fenomeno del tatuaggio e piercing e del trucco permanente e semi-permanente, considerato che è in continuo aumento il numero di persone che anche nella nostra regione si sottopongono a tali trattamenti.    Al fine di affrontare il fenomeno sotto il profilo della tutela della salute, la Regione del Veneto – sulla base delle specifiche indicazioni formulate nel 1998 dal Ministero della Sanità – ha adottato un insieme di misure per l’attuazione di comportamenti e procedure utili alla prevenzione di malattie infettive e non infettive collegate all’effettuazione dei suddetti trattamenti.    È stato così predisposto un sistema di tutela igienico-sanitaria, fondato sull’imprescindibile requisito della doppia idoneità (soggettiva ed oggettiva) quale presupposto necessario per lo svolgimento dei suddetti trattamenti in condizioni di sicurezza sanitaria.    Sulla base dell’esperienza regionale maturata nel settore ed al fine di mantenere elevata – sotto il profilo sanitario – l’attenzione su questo particolare fenomeno, è necessario confermare i caratteri fondamentali del sistema finora adottato in materia, provvedendo tuttavia a ridefinire e precisare alcune misure che, già previste dalla Circolare regionale n. 9 del 01/06/2001, approvata con DGR n. 1245 del 17/05/2001, devono essere aggiornate per garantire un’effettiva tutela sanitaria dei soggetti che si sottopongono ai trattamenti di tatuaggio e piercing.    Il trucco permanente e semi-permanente, ovvero l’introduzione intradermica di pigmenti colorati mediante aghi, è soggetto ai medesimi requisiti soggettivi ed oggettivi previsti per l’esercizio del tatuaggio e piercing come specificato nell’allegato A della DGR n. 440 del 23/02/2010.        REQUISITI SOGGETTIVI      I soggetti che intendono avviare un’attività di tatuaggio e piercing devono essere in possesso dei seguenti requisiti: 1. aver compiuto il 18° anno di età; 2. essere in possesso dell’idoneità soggettiva, relativa alle conoscenze sugli aspetti igienico-sanitari caratterizzanti tali attività e sui fattori di rischio per la salute che possono derivare dall’effettuazione degli stessi trattamenti.    L’idoneità soggettiva all’esercizio di attività di tatuaggio e piercing si ottiene con la frequenza al corso previsto con DGR n. 693 del 23/03/2001 e con il superamento delle prove finali previste al termine della stessa attività formativa.    I requisiti per l’ammissione al corso sono:    ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 2/9          1. il compimento del 18° anno d’età; 2. il possesso di un diploma di istruzione secondaria di 2° grado, oppure di una qualifica professionale almeno triennale, secondo le indicazioni pervenute con nota n. 6042-A16c del 25/09/2008 a firma del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.      REQUISITI IGIENICO-SANITARI DEI LOCALI      L’attività di tatuaggio e piercing deve essere svolta in locali appositi ed esclusivi, rispondenti ai requisiti generali previsti dalla normativa nazionale e locale per analoghe attività artigianali, con divieto di utilizzo di vani interrati o seminterrati, fatte salve eventuali deroghe previste dai regolamenti edilizi locali.    Tale attività può essere svolta congiuntamente all’attività di estetista a condizione venga garantita la completa autonomia dei locali operativi; è consentita la condivisione di pertinenze comuni quali ingresso, attesa, servizio igienico.    I locali in cui si svolge l’attività di tatuaggio e piercing, nei limiti e nel rispetto della potestà regolamentare comunale, devono possedere le seguenti caratteristiche:    1. altezza minima di 2,70 m. fatte salve altre previsioni in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro o specifiche deroghe contenute nei regolamenti edilizi locali; 2. sala d’attesa, separata dai locali in cui si svolgono le prestazioni con superfici aeranti ed illuminanti di tipo naturale e diretto in rapporto rispettivamente di 1/20 e 1/10 della superficie di calpestio, fatte salve diverse previsioni previste dai regolamenti edilizi locali; qualora l’aerazione naturale sia carente rispetto al requisito minimo previsto, e comunque non oltre il 50%, essa dovrà essere integrata con impianto di aerazione artificiale tale da garantire almeno 3 ricambi vol./h, regolarmente sottoposto a manutenzione ordinaria ai sensi della normativa vigente; 3. almeno un servizio igienico, aerato naturalmente o artificialmente e provvisto di locale antibagno attrezzato con lavandino dotato di rubinetteria a comando non manuale, distributore di sapone liquido, asciugamani a perdere; 4. locali o spazi specifici, non identificabili con l’antiwc, destinati a: – sanificazione e sterilizzazione delle attrezzature, opportunamente attrezzato; – spogliatoio fornito di armadietti individuali a doppio scomparto; – ripostiglio/magazzino arredato di apposti armadi per il deposito del pulito e del materiale   d’uso, deposito dello sporco e dei rifiuti, deposito degli agli attrezzi per le pulizie; 5. locale apposito ed esclusivo, in cui sono effettuati i trattamenti di tatuaggio e piercing rispondente ai seguenti requisiti: – superficie minima pari a 9 mq, da aumentare di almeno 5 mq per spazio da destinare alla eventuale sterilizzazione delle attrezzature; l’area destinata alla sterilizzazione dovrà in ogni caso essere opportunamente separata dalla zona operativa; – in presenza di più operatori ciascuno dovrà operare in locali distinti ovvero all’interno dello stesso locale purchè in spazi delimitati (box) tra loro non comunicanti; la superficie minima calpestabile di ciascun box non dovrà essere inferiore a 6,00 mq con pareti divisorie di altezza minima di 2,20 m; lo spazio libero tra il soffitto e le pareti divisorie non potrà comunque risultare inferiore a 0,50 m; – nel caso di struttura organizzata in box la sterilizzazione dovrà avvenire in locale dedicato;  ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 3/9          – pavimenti e rivestimenti delle pareti, fino a 2,00 m di altezza, impermeabili e perfettamente lavabili nonché realizzati con materiali resistenti ai disinfettanti di comune impiego; – presenza di lavandino con acqua corrente calda e fredda a comando non manuale, distributore di sapone liquido ed asciugamani a perdere in ciascun locale operativo e/ box; – superfici aeranti ed illuminanti di tipo naturale e diretto, in rapporto rispettivamente di 1/20 e 1/10 della superficie di calpestio; – qualora l’aerazione naturale sia carente rispetto al requisito minimo previsto, e comunque non oltre il 50%, essa dovrà essere integrata con impianto di aerazione artificiale tale da garantire almeno 3 ricambi vol./h, regolarmente sottoposto a manutenzione ordinaria ai sensi della normativa vigente.      AVVIO DELL’ATTIVITA’      Lo svolgimento delle attività di tatuaggio e piercing è subordinato alla presentazione della dichiarazione di inizio attività (SCIA) ai sensi dell’art. 19 della Legge 07/08/1990 n. 241.    Alla SCIA deve essere allegata la seguente documentazione:    1. planimetria dei locali – sottoscritta dall’interessato per conformità – in scala 1:100, con l’indicazione dell’utilizzo dei locali e dei rapporti di aerazione ed illuminazione, delle altezze e della disposizione degli arredi; 2. relazione tecnica contenente l’elenco delle attrezzature, con particolare riferimento all’esplicazione delle modalità di detersione, sanificazione e sterilizzazione delle attrezzature; 3. indicazione sul sistema di raccolta dei rifiuti e attestazione della Ditta incaricata del trasporto e smaltimento dei rifiuti contaminati; 4. dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi dell’art. 46 del DPR 445/2000, relativa alla frequenza e superamento delle prove di valutazione dello specifico corso di formazione previsto con DGR n. 693 del 23/03/2001 (idoneità soggettiva all’esercizio di attività di tatuaggio e piercing); 5. dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, in ordine alla rispondenza dei locali ai requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa statale e regionale, nonché dal Regolamento Comunale per la disciplina delle attività di tatuaggio e piercing.    Per ogni sede dell’impresa dove viene esercitata l’attività di tatuaggio e piercing deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell’impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso dei requisiti soggettivi di cui alla DGR n. 693 del 23/03/2001. Il responsabile tecnico garantisce la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività di tatuaggio e piercing.    Il Comune darà immediata informazione al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS dell’avvenuta presentazione della SCIA per l’attività di vigilanza di competenza. Non è consentito lo svolgimento dell’attività in forma ambulante o al di fuori dei locali indicati nella SCIA.              ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 4/9          MISURE E PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE      Prima dell’esecuzione delle procedure di tatuaggio e piercing l’operatore deve effettuare una valutazione dello stato della cute per accertarne l’integrità. In particolare, le procedure non devono essere effettuate su individui con lesioni della cute o delle mucose.        Gli operatori, a tutela dei clienti e di se stessi, devono seguire le seguenti norme igieniche per la prevenzione delle malattie infettive: • usare guanti protettivi in lattice, o altro materiale idoneo, “monouso” in tutte le fasi di lavoro, indipendentemente dal rischio di esposizione al sangue: i guanti devono essere esclusivi per ogni cliente e comunque cambiati dopo ogni trattamento; durante i processi di decontaminazione delle superfici e delle attrezzature sono più idonei all’uso, per la loro resistenza, i guanti di gomma. Le mani vanno sempre lavate e disinfettate prima e dopo l’utilizzazione dei guanti; • impiegare solo aghi monouso e sterili da smaltire in appositi contenitori rigidi a chiusura ermetica; gli strumenti da utilizzare nell’attività devono essere monouso, laddove reperibili sul mercato, altrimenti – dopo l’utilizzo – devono essere sottoposti a lavaggio, disinfezione e sterilizzazione o, in rapporto al materiale di cui sono composti, a disinfezione ad alto livello.    La sterilizzazione si ottiene utilizzando esclusivamente uno dei seguenti apparecchi: − autoclave per sterilizzazione a vapore saturo; − stufa a calore secco con schema operativo tipo di temperatura minima di 170° per 2 ore;    A tutti gli operatori è fatto obbligo di indossare adeguati indumenti da lavoro dedicati all’uso esclusivo nell’attività, in tessuto adatto a garantire la pulizia ed il decoro.    Dopo ogni intervento il materiale monouso e quello utilizzato per il tamponamento e le medicazioni deve essere eliminato secondo le disposizioni per lo smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, nel rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 10 del DPR 15/07/2003 n. 254, in particolare secondo le precisazioni evidenziate con la Circolare Ministero dell’Ambiente UL/2004/4748.    L’operatore deve poter dimostrare ad ogni controllo, attraverso idonea documentazione, la provenienza dei colori e dei pigmenti usati per il tatuaggio, nonché dei gioielli e degli oggetti – di metallo o di altra composizione – utilizzati per il piercing, al fine di garantirne la rintracciabilità.    Restano in ogni caso applicabili, per quanto attiene la composizione dei prodotti per tatuaggi e trucchi permanenti, i principi e le disposizioni di cui alla Risoluzione Europea ResAP(2008)1 sui criteri utilizzati per la valutazione della loro innocuità ai fini di protezione della salute pubblica    Le procedure di tatuaggio e piercing in soggetti di età inferiore a 18 anni devono essere effettuate con il consenso scritto di chi esercita la potestà genitoriale.    La foratura del lobo dell’orecchio è consentita, oltre che negli studi di estetica e di tatuaggio e piercing, anche all’interno di altre regolari attività commerciali – coerenti con l’oggetto da applicare – purché sia utilizzato il dispositivo a capsule monouso e siano rispettate le procedure e le condizioni evidenziate nell’Appendice del presente documento.     ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 5/9          Conformemente alle specifiche indicazioni contenute nelle “Linee guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggioe piercing in condizioni di sicurezza”, trasmesse dal Ministero della Sanità con nota n. 2.8/170 del 20/02/1998: 1. gli utenti dovranno essere informati dei rischi connessi alle prestazioni; a tale scopo a tutti dovrà essere consegnata la nota informativa come da allegato A1; 2. gli utenti dovranno essere informati delle modalità di esecuzione della prestazione richiesta e delle caratteristiche dei prodotti utilizzati; 3. dovrà essere acquisito il consenso informato scritto; la documentazione comprovante tale consenso dovrà essere conservata presso l’esercizio per almeno cinque anni.      INFORMAZIONE E CONTROLLO      Le disposizioni sopra riportate, riguardanti il rigoroso rispetto di corrette norme igienico-sanitarie – oltre che professionali – in materia di tatuaggio e piercing, devono essere considerate ed integrate alla luce delle indicazioni contenute nelle “Linee- guida” del Ministero della Sanità, alle quali si rinvia.    A tal fine è indispensabile  che ciascuna Ulss diffonda raccomandazioni e programmi campagne di educazione sanitaria all’interno dei contesti interessati, in modo che siano meglio conosciuti i rischi connessi alla pratica di tatuaggio e piercing.    Particolare importanza, in termini di efficacia dell’azione preventiva, riveste la verifica delle suddette disposizioni da parte dei comuni, autorità sanitarie locali.    In conclusione, si indicano sinteticamente gli adempimenti: 1. istituzione all’interno di ciascuna Azienda ULSS di un piano per la vigilanza e il controllo sugli esercizi di tatuaggio e piercing; 2. proseguimento e potenziamento dei percorsi formativi obbligatori destinati agli operatori di tatuaggio e piercing.    Considerata l’elevata e continua richiesta di accesso ai percorsi formativi in parola e al fine di consentire la più ampia partecipazione dei richiedenti in tempi ragionevolmente rapidi, le Aziende Ulss interessate e/o gli Enti di formazione accreditati potranno realizzare, anche in via continuativa,  dei percorsi formativi necessari per l’acquisizione dell’idoneità soggettiva all’esercizio di attività di tatuaggio e piercing, nel rispetto del programma, metodologia didattica, modalità organizzative, criteri e numero massimo di partecipanti per ogni edizione, di cui all’allegato alla DGR n. 1164 del 23/03/2010.        ATTESTAZIONI EQUIPOLLENTI      Sono riconosciute, ai fini dell’acquisizione dell’idoneità soggettiva all’esercizio di attività di tatuaggio e piercing, le attestazioni rilasciate da altre Regioni, a condizione che venga documentato che i percorsi formativi sono stati realizzati conformemente alle indicazioni contenute nelle “Linee guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza” di cui alla nota del Ministero della Sanità con nota n. 2.8/170 del 20/02/1998 e con un numero di ore di formazione non inferiori a quelle dei Corsi previsti nella Regione Veneto.    ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 6/9            Appendice  PRESCRIZIONI PER L’EFFETTUAZIONE DELLA FORATURA DEL LOBO DELL’ORECCHIO      Per eseguire la foratura del lobo dell’orecchio è necessario osservare le prescrizioni di seguito riportate:    1. Dispositivi di foratura     La foratura del lobo dell’orecchio è possibile esclusivamente tramite l’utilizzo di dispositivi del tipo a cartuccia monouso con pre-orecchino incapsulato oppure a cartuccia protettiva. L’elemento forante deve venire a diretto contatto con la pelle dell’orecchio soltanto tramite cartuccia monouso o cartuccia protettiva.  I dispositivi per la foratura dell’orecchio ed i relativi pre-orecchini, confezionati in blister sterile, sono progettati per praticare la foratura dell’orecchio nelle zone del lobo e della cartilagine auricolare piatta, tra l’elice e l’antelice, del padiglione auricolare.      2. Postazione di lavoro     La postazione minima di lavoro per eseguire la foratura del lobo dell’orecchio comprende:  • una sedia con braccioli la cui altezza permetta all’operatore di lavorare comodamente;  • un piano d’appoggio con superficie lavabile su cui posare l’occorrente per la foratura; • un vassoio ed un contenitore di plastica per ospitare l’attrezzatura.    Non è richiesta una specifica area all’interno dell’esercizio dedicata all’attività di foratura.      3.  Modulo per il Consenso e la Registrazione degli interventi     Prima della foratura, il cliente deve sottoscrivere il modulo per il consenso informato e la registrazione dell’intervento.  Nel caso di minori di 18 anni è necessario il consenso di chi esercita la potestà dei genitori. Il modulo, oltre all’informativa da rilasciare al cliente, contiene le avvertenze circa l’importanza di un’attenta ed assidua igiene della zona trattata nei giorni successivi all’intervento di foratura.      4.   Requisiti minimi dell’operatore     Il soggetto che esegue la foratura del lobo dell’orecchio:  • deve avere almeno 18 anni di età;  • conoscere le basilari nozioni di igiene;  • conoscere bene il funzionamento del dispositivo;     5.  Modalità di conservazione dei dispositivi    L’operatore che esegue la foratura del lobo dell’orecchio deve: • mantenere i dispositivi in buono stato di funzionamento;  • conservare i dispositivi in luogo pulito e asciutto;  • aprire le confezioni solo al momento dell’uso.     ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 7/9          L’utilizzo dei dispostivi è vincolato al rispetto delle indicazioni operative fornite dal produttore.       6.  Preparazione e foratura     Prima di eseguire la foratura del lobo l’operatore deve: • fare sedere il cliente;  • indossare guanti in lattice monouso;  • rimuovere eventuali orecchini già presenti;  • mantenere libera la zona auricolare da capelli e lembi di abiti, eventualmente raccogliendo i capelli del cliente;  • pulire e disinfettare con cura l’area dell’orecchio interessata alla foratura;  • verificare visivamente che l’orecchio sia sano ed integro; non è possibile praticare il foro in presenza di cisti, verruche, abrasioni, capillari o altre condizioni delicate; • segnare sul padiglione auricolare, mediante una penna non tossica, il punto in cui sarà eseguita la foratura, secondo le indicazioni del cliente;  • non eseguire il foro se il punto scelto è prossimo ad un foro preesistente o se è troppo vicino al bordo dell’orecchio; • utilizzare esclusivamente pre-orecchini in confezione sterile sigillata da aprirre solamente davanti al cliente al momento della foratura; i pre-orecchini devono rispettare le vigenti norme comunitarie relative ai metalli bio-compatibili ed il loro imballo deve essere contrassegnato dal nome del produttore e dal numero di lotto produttivo; quale prova dell’utilizzo di materiale idoneo, la pellicola di sigillo dei preorecchini deve essere conservata ed applicata al relativo modulo di registrazione.        7. Dopo la foratura     A foratura eseguita, prima di fare alzare il cliente dalla sedia, è necessario accertarsi che egli abbia compreso le indicazioni per la buona cura del foro all’orecchio nei giorni successivi.  Al riguardo, si dovrà consigliare l’utilizzo di prodotti specifici disinfettanti e cicatrizzanti.        8.  Fine lavoro e gestione dei rifiuti     Dopo aver eseguito la foratura gli strumenti ed i materiali di consumo devono essere riposti e conservati in un luogo pulito ed asciutto.  La cartuccia vuota deve essere rimossa dallo strumento.  I guanti in lattice e i prodotti usati per la pulizia preparatoria dell’orecchio possono essere eliminati normalmente in quanto non si tratta di rifiuti speciali.         ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 8/9          Allegato A1    DA CONSEGNARE A TUTTI GLI UTENTI      POTENZIALI RISCHI PER LA SALUTE DERIVANTI DALL’ATTIVITÀ DI TATUAGGIO E PIERCING      Chi intende sottoporsi a procedure di tatuaggio o di piercing deve conoscere alcune informazioni molto importanti per la propria salute riguardanti i rischi di queste pratiche ed in particolare: – sui rischi dovuti all’applicazione del tatuaggio, del trucco permanente e semi-permanente (PMU) e del piercing – sui rischi dovuti alla sedi di applicazione    1. I rischi dovuti all’applicazione di un tatuaggio, PMU, o piercing possono essere distinti in:    1.1 Infezioni L’infezione è una reazione dell’organismo umano dovuta alla penetrazione di microrganismi (virus, batteri, etc.) attraverso alterazioni della cute. Nell’ambito della pratica di tatuaggio e/o piercing, i microrganismi possono attraversare la cute mediante strumenti perforanti. Le sorgenti dell’infezione possono essere i microrganismi provenienti: – dalla cute della persona che riceve il tatuaggio,  – dagli strumenti utilizzati dal tatuatore/operatore, – dal tatuatore/operatore.    Le infezioni possono essere – LOCALI: limitate all’area del trattamento; in genere si risolvono senza lasciare alterazioni della cute; talvolta possono generare cicatrici deturpanti. – SISTEMICHE: in questo caso il microrganismo, dopo essere penetrato nella cute e nel derma profondo, entra nel circolo sanguigno dando manifestazioni generalizzate. Molto gravi sono le infezioni da virus dell’epatite B e C che oltre a causare una malattia in forma acuta possono cronicizzare e compromettere la funzionalità del fegato. Anche il virus dell’HIV può entrare nella cute tramite un ago infetto: questo virus è responsabile della malattia conosciuta come AIDS. Altri microrganismi possono causare patologie cardiache e renali.    1.2 Sensibilizzazioni e reazioni allergiche Le sostanze utilizzate dai tatuatori, quali colori o metalli, possono provocare una sensibilizzazione allergica dell’organismo con effetti a breve o a lungo termine. Ricordiamo che l’allergia al nichel, sostanza presente in numerosi coloranti e prodotti, è abbastanza frequente nella popolazione generale.    1.3 Altre possibili conseguenze patologiche  – Reazione infiammatorie  – Lesioni di nervi con conseguente alterazione della sensibilità o della motricità locale.    1.4 Tossicità e/o effetti cancerogeni L’utilizzo di pigmenti contenenti sostanze non in regola con la normativa vigente, può provocare reazioni di tossicità o rischio cancerogeno    2. Rischi in relazione alla sede di applicazione del tatuaggio o piercing Ci sono alcune aree del corpo che per la loro funzione, per la loro conformazione o per la sede sono da trattare con particolare attenzione. – Naso: è una zona ricca di microrganismi, potenziale fonte di infezioni. Piercing numerosi o ingombranti possono favorire l’ostruzione del naso e quindi di una importante via respiratoria. – Orecchio: in seguito ad applicazione di piercing nella cartilagine dell’orecchio si sono verificati casi di infezione che hanno causato cicatrici deturpanti del padiglione auricolare.  ALLEGATO  A  Dgr n.                      del                         pag. 9/9          – Palpebra: per la posizione vicina all’occhio, sono stati segnalati casi di abrasione alla cornea. – Cavità orale: può causare disturbi di varia natura nella masticazione e deglutizione, lesioni alle gengive e ai denti, infezioni. – Lingua: il piercing applicato in tale zona può essere causa di complicazioni, nei casi in cui sia necessario inserire uno strumento nelle vie aeree superiori (laringoscopio, intubazione per la respirazione assistita), per intervento chirurgico o di rianimazione. In tali casi, infatti, il piercing può provocare un sanguinamento dei tessuti dove è inserito con la possibilità di complicazioni respiratorie. – Ombelico: è una zona ricca di microrganismi, potenziale fonte di infezioni. – Genitali: sono zone ricche di microrganismi, potenziali fonte di infezioni      ATTENZIONI E CAUTELE PARTICOLARI      • L’asportazione di un tatuaggio o piercing comporta una cicatrice permanente. • E’ SCONSIGLIATO sottoporsi a tatuaggio o piercing in gravidanza o con patologie in atto. • Gli orecchini, nei bambini piccoli, possono incidentalmente essere inghiottiti ed ostruire le vie respiratorie. • SONO SCONSIGLIATI ,soprattutto a chi pratica sport, i piercing applicati nella cavità orale e al naso per il rischio di ostruzione diretta o indiretta e sanguinamento delle vie aeree. • PRIMA DI UN INTERVENTO CHIRURGICO è buona norma quindi farsi togliere tutti i piercing collocati nella cavità orale.    Qualsiasi reazione indesiderata conseguente al tatuaggio o piercing deve essere tempestivamente segnalata a personale medico per le cure del caso.                Il/la sottoscritto/a ……………………………………………………… nato/a a…………………………………….. il ……………………………… residente nel Comune di………………………………………… in via ……………………………………………………………….. n …………… dichiara di aver preso visione delle informazioni contenute nel presente documento.    Luogo e data: ……………………………………….    Firma per esteso e leggibile    ……………………………………………………… 

News inserita il 26/09/2016

Disciplina dell’attivita di tatuaggio e piercing

Atto Senato n. 308 XIV LEGISLATURA

Disciplina dell’ attivita’ di tatuaggio e di piercing.

http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/14591.htm

Legislatura 14º – Disegno di legge N. 308

SENATO DELLA REPUBBLICA     ———– XIV LEGISLATURA ———–

N. 308

DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa del senatore PALOMBO COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 26 GIUGNO 2001 ———– Disciplina dell’attività di tatuaggio e di piercing ———– Onorevoli Senatori. – Negli ultimi dieci anni si è assistito in Italia dapprima al risveglio di un certo interesse per il tatuaggio «professionale» e per il piercing, poi, negli ultimi cinque o sei, all’esplosione di un vero e proprio boom di moda; si può, ad esempio, dire che su dieci giovani, o non più tanto giovani, attori, cantanti o personaggi emergenti del mondo dello spettacolo, almeno sei o sette ostentano uno o più «anellini» in varie zone del corpo, suscitando così un desiderio di facile emulazione nel pubblico più influenzabile: quello dei giovani.     Per quanto riguarda la prima attività, si è volutamente sottolineato l’aggettivo «professionale» per identificare dal primo momento senza equivoci l’argomento di cui si intende trattare: il tatuaggio moderno, effettuato con tecniche evolute, se non anche raffinate, in un ambiente, appunto, «professionale», garantito dal punto di vista sanitario e assimilabile, non di rado, a una vera e propria forma d’arte con la «A» maiuscola.     Esso non ha nulla a che vedere con il tatuaggio carcerario o, in genere, dilettantesco con cui ancora qualcuno lo confonde e a cui si riferiscono i pochi, ed ormai vecchi, testi di medicina o addirittura di antropologia criminale che si occupano dell’argomento.     Motivo del ritardo della conoscenza e diffusione in Italia del vero «tatuaggio» è ravvisabile nella mancata partecipazione degli Stati italiani preunitari ai viaggi di commercio ed esplorazione che portarono, dalla fine del Settecento in poi, migliaia di equipaggi e ufficiali delle flotte dei principali Paesi del nord e centro Europa, quali Inghilterra, Olanda, Francia, Germania, a contatto con le popolazioni del Pacifico, che praticavano questa tecnica come ornamento, iniziazione, distinzione di casta e, talvolta, quale terapia medica. Essa, si può dire, nasce con l’uomo e, verosimilmente, con l’uomo morirà; nel vecchio continente, tuttavia, la sua sparizione risale ad alcuni secoli fa perchè combattuta dalla chiesa cattolica dell’epoca (stranamente tollerante fino al 1870, nei confronti di quella «enclave» di tatuaggio a soggetto religioso, praticato a Loreto da rustici «artisti» sui fedeli in pellegrinaggio al santuario della Madonna). Sarebbe lungo l’elenco delle civiltà e dei ritrovamenti più antichi: basti per tutti il guerriero – pastore ritrovato mummificato nel ghiacciaio del Similaun con tutti i suoi tatuaggi ancora visibilissimi!    

La prima moda del tatuaggio riscoperto iniziò, quindi, per gli occidentali, nell’Ottocento e si diffuse in tutte le categorie sociali, dal basso con i marinai delle ciurme, ma anche dall’alto con i loro comandanti, non di rado figli cadetti della migliore aristocrazia: ecco perchè uniche tracce conosciute di tale tecnica sono stati in Italia i tatuaggi «di galera», luogo frequente di transito per marinai, o ex tali, dalla vita avventurosa che facevano nascere nei compagni di cella la voglia di farsi riprodurre con mezzi rudimentali (e quasi sempre con pessimi risultati estetici e sociali) le affascinanti immagini esibite dai fortunati viaggiatori.     Parallelamente, però, gli aristocratici italiani, cugini e amici degli aristocratici tatuati europei, ostentavano volentieri, lontani dagli sguardi dei borghesi ben pensanti, più o meno splendide e numerose decorazioni della pelle praticate solitamente nel corso di quei viaggi esotici che, non dimentichiamolo, erano riservati all’epoca ad una ristretta cerchia di facoltosi personaggi: ecco spiegata la notevole gaffe del povero Cesare Lombroso che, quando additava al pubblico ludibrio i tatuati descrivendoli (fra l’altro) come individui dalla psiche debole, facilmente suggestionabile e con sicure tendenze criminali, ignorava di parlare dei membri di tutte le case regnanti europee dell’epoca, compresi naturalmente i Savoia.    

Questo tipo di disinformazione porta qualcuno a ritenere che, a fronte dell’attuale boom di moda di attività ancora non regolamentate, con la proliferazione incontrollata di migliaia di «apprendisti stregoni», praticanti attività improvvisate che rappresentano un evidente rischio per la salute dei clienti, sia più semplice e definitivo proibirla direttamente, come qualcuno ricorda è stato fatto nel 1961 nello Stato di New York, oppure attribuirne il diritto d’esercizio ai medici o agli estetisti. Per una precisa e autorevole risposta a questo genere di approccio al problema si consiglia a chi volesse approfondire la materia di fare riferimento ai recentissimi pareri della seconda sezione del Consiglio nazionale dell’artigianato del 27 marzo 1997 e del 28 maggio 1997 che, con attente considerazioni, ha riconosciuto ai tatuatori il pieno diritto, in attesa di una specifica regolamentazione, di associarsi come artigiani a una propria specifica categoria denominata «decorazione della pelle» e precisando che le attività di tatuaggio e di piercing risultano estranee all’attività di estetista, e il parere della II sezione del Consiglio superiore della sanità del 13 ottobre 1997 con cui si sono individuate delle linee-guida per l’esecuzione delle procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza e un programma didattico per la formazione degli operatori.     Oltre tutto, per quanto riguarda un eventuale proibizionismo, senza dilungarsi su ovvie considerazioni velleitarie e inutili di una simile ipotesi, basterà citare proprio il caso di New York, dove la pubblica amministrazione ha preferito quasi subito stendere un velo pietoso di tolleranza e rendere di fatto inapplicata la norma: da tempo in quello Stato era possibile tatuarsi senza problemi, scegliendo tra i numerosissimi studi professionali esistenti su strada, finchè da poco la proibizione è stata anche ufficialmente rimossa.     Nell’ottica, quindi, di mettere ordine in un settore che, ricordiamo, ovunque in Europa manca ancora di norme organiche, pur essendone viva l’esigenza, e di dare una concreta risposta a quanto evidenziato dal Consiglio superiore della sanità si propone questo disegno di legge che riteniamo possa servire allo scopo, conciliando le varie esigenze di salvaguardia della salute pubblica, della professionalità di artisti già affermati e delle giuste aspettative di tanti giovani di accedere a una professione affascinante e originale, ma non per questo meno meritevole di attenzione da parte dell’amministrazione dello Stato e del legislatore.     Si ha motivo di ritenere che le motivazioni esposte e gli elementi oggettivi di valutazione offerti possono promuovere un vasto consenso e, con esso, la trasformazione in legge della proposta di seguito riportata.   

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.     1. L’attività di tatuaggio comprende tutte le tecniche atte a introdurre nel derma umano pigmenti di uno o più colori che, una volta stabilizzatisi, danno forma al cosiddetto tatuaggio ornamentale, per sua natura indelebile e perenne.    

2. L’attività di cui al comma 1 è svolta mediante l’uso di apparecchiature utilizzanti aghi o strumenti taglienti spinti da energia manuale oppure di diversa fonte (elettrica, pneumatica, mista, eccetera).     3. I pigmenti colorati e tutte le sostanze in cui sono tenuti in sospensione per l’introduzione nel derma sono atossici, sterili e certificati da parte di autorità sanitaria nazionale o estera.     4. I pigmenti colorati sono conservati sterili in confezioni monouso sigillate, munite di adeguata etichettatura, e progettate in modo da impedire la reintroduzione del liquido. I contenitori sono eliminati dopo l’uso su ogni singolo soggetto anche se il contenuto non è stato esaurito.     5. Le tecniche, le apparecchiature e le sostanze di cui al presente articolo sono determinate e disciplinate dal decreto di cui all’articolo 11, comma 1.

Art. 2.     1. L’attività di piercing consiste in un trattamento cruento finalizzato all’inserimento di anelli e metalli di diversa forma e fattura in varie zone del corpo.     2. È fatto divieto di praticare l’attività di piercing mediante l’utilizzo di strumenti pluriuso e non sterilizzabili. Art. 3.     1. Coloro che svolgono le attività di cui agli articoli 1 e 2 che intendano esercitare professionalmente l’attività in modo autonomo, se in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443, e successive modificazioni, sono tenuti ad iscriversi all’albo provinciale delle imprese artigiane secondo le modalità e con gli effetti previsti dalla citata legge n. 443 del 1985, e successive modificazioni.     2. Coloro che svolgono il praticantato di cui all’articolo 4 sono tenuti ad iscriversi all’albo dei praticanti.

Art. 4. 1. La qualificazione professionale per svolgere attività di tatuaggio o di piercing si intende conseguita, dopo l’espletamento dell’obbligo scolastico e il raggiungimento di un’età superiore a diciotto anni, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento di un apposito corso regionale di qualificazione, per un numero complessivo di almeno settanta ore di insegnamento, seguito da un periodo di inserimento pari almeno a seicento ore presso imprese di tatuaggi aderenti alle organizzazioni di categoria più rappresentative a livello nazionale.    

2. I corsi e l’esame teorico-pratico di cui al comma 1 sono organizzati ai sensi dell’articolo 8.

Art. 5.    1. Le imprese che svolgono l’attività di tatuaggio e di piercing possono essere esercitate in forma individuale o di società, nei limiti dimensionali e con i requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1985, n. 443, e successive modificazioni.    

2. Nel caso di impresa artigiana esercitata in forma di società, anche cooperativa, i soci e i dipendenti che esercitano professionalmente l’attività di tatuaggio devono essere comunque in possesso della qualificazione professionale di cui all’articolo 4.    

3. Lo svolgimento dell’attività di tatuaggio e di piercing, ovunque tale attività sia esercitata, in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito, è subordinato al possesso della qualificazione professionale di cui all’articolo 4.    

4. Le attività di tatuaggio e di piercing possono essere svolte presso il domicilio dell’esercente ovvero presso apposita diversa sede ma comunque sempre e solo in locali a ciò esclusivamente adibiti, previa autorizzazione amministrativa rilasciata dall’amministrazione comunale, a condizione che sia stato rilasciato nulla osta tecnico-sanitario da parte dei servizi di igiene pubblica e ambientale e di tutela della salute nei luoghi di lavoro presso l’unità sanitaria locale, e che rispondano ai requisiti previsti dai regolamenti comunali di cui all’articolo 7.    

5. Non è ammesso lo svolgimento dell’attività di tatuaggio e di piercing in forma ambulante o di posteggio, fatte salve le manifestazioni pubbliche appositamente autorizzate dalle competenti autorità sanitarie locali.     6. È fatto obbligo all’esercente l’attività di tatuaggio di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile per i rischi professionali da essa derivanti. In mancanza di tale polizza i comuni non autorizzano l’inizio o il proseguimento della suddetta attività.

 Art. 6.     1. Non possono essere effettuate procedure di tatuaggio o di piercing su soggetti di età inferiore a quattordici anni.    

2. Si possono effettuare procedure di piercing o di tatuaggio su soggetti di età tra i quattordici e i diciotto anni solo se autorizzati per iscritto dagli esercenti la patria potestà.

 Art. 7.     1. Al fine di assicurare uno sviluppo del settore compatibile con le effettive esigenze del contesto sociale, le regioni emanano norme di programmazione dell’attività di tatuaggio e dettano disposizioni ai comuni per l’adozione di regolamenti che si uniformino alle disposizioni della presente legge. Art. 8.    

1. Le regioni predispongono, in conformità ai princìpi previsti dalla legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni regionali delle organizzazioni di categoria più rappresentative a struttura nazionale, i programmi per lo svolgimento dei corsi di formazione e di qualificazione e dell’esame teoricopratico di cui all’articolo 4, nonchè dei corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale di cui all’articolo 10.    

2. Al fine di cui al comma 1 il Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle attività produttive, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede con decreto, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, alla definizione dei contenuti tecnico-culturali dei programmi, dei corsi e delle prove d’esame.    

3. Le materie fondamentali d’insegnamento tecnico-pratico relative ai corsi di cui al comma 1 sono le seguenti:        

a) cute e mucose: anatomia macroscopica;        

 b) sistemi di difesa della cute e delle mucose;        

c) cute infiammata: infezioni cutanee;        

d) principali agenti infettivi e loro modalità di trasmissione;        

e) principali infezioni a trasmissione parenteral-ematica:             

1)  epatiti virali;            

2)  sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS);         f) prevenzione delle malattie a trasmissione parenteral-ematica:            

1)  precauzioni universali;          

  2)  profilassi immunitaria (vaccinazione antiepatite B);         g) disinfezione, sterilizzazione di strumenti e ambienti e smaltimento di rifiuti;         h) tatuaggio e piercing: nozione di disegno, teoria e pratica dell’utilizzo dei colori e metalli, apparecchi elettromeccanici;         i) nozioni di chimica: chimica delle sostanze impiegate nei tatuaggi e nel piercing, metalli;         l) allergie ai costituenti dei tatuaggi e ai metalli;         m) granulomi e cheloidi;         n) reazioni isomorfe in portatori di malattia psoriasica e lichen ruber planus;         o) principali rischi per la salute connessi con le pratiche di tatuaggio o piercing;         p) linee guida per la prevenzione dei rischi per gli operatori e per gli utenti;         q) nozioni di fisiologia, anatomia e dermatologia;         r) nozioni di psicologia;         s) cultura del tatuaggio ed etica professionale.   

 4. Le regioni organizzano l’esame teorico-pratico di cui all’articolo 4 prevedendo le relative sessioni.     5. Le commissioni giudicatrici, presiedute da un rappresentante della regione, sono costituite dai docenti del corso, da un componente designato dal Ministero della salute e da due professionisti nelle attività di tatuaggio o di piercing. Art. 9.     1. È fatto obbligo agli esercenti di attività di tatuaggio e di piercing di fornire a chi si sottopone a tali pratiche un apposito foglio informativo conforme al prospetto allegato (allegato n. 1).

Art. 10.     1. La qualificazione professionale di cui all’articolo 4 è conseguita dai soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, siano:         a) esercenti personalmente e prevalentemente, in tutte le forme previste dall’articolo 5, comprovandola con ogni mezzo legalmente ammesso, l’attività di tatuaggio o di piercing da almeno cinque anni e frequentino un corso regionale di aggiornamento sulle materie più strettamente attinenti all’aspetto igienicoprofilattico-sanitario;         b) esercenti attività professionale di tatuaggio o di piercing da almeno dieci anni, opportunamente documentata.

Art. 11.     1. Il Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro della salute, emana entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale delle categorie economicamente interessate, un decreto recante norme dirette a determinare le caratteristiche tecniche e sanitarie nonchè le modalità d’esercizio e di applicazione e le cautele d’uso delle apparecchiature e dei pigmenti colorati utilizzabili.     2. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle attività produttive, nell’elaborazione dei programmi di cui all’articolo 8, comma 2, fa riferimento ai requisiti tecnici e alle modalità di utilizzazione degli apparecchi previsti dal decreto di cui al comma 1, al fine di integrare e aggiornare le cognizioni tecnicoprofessionali degli operatori della categoria.

 Art. 12.     1. Entro trenta giorni dalla emanazione dei regolamenti comunali di cui all’articolo 7, le imprese che già esercitano l’attività prevista dagli articoli 1 e 2 sono autorizzate a continuare l’attività.     2. Nei casi in cui le imprese già esistenti non rispondano ai requisiti stabiliti dall’articolo 5 e dal regolamento comunale di cui all’articolo 7, il comune provvede, entro sessanta giorni dalla richiesta, a fissare un termine massimo non superiore a sei mesi per gli adeguamenti necessari.

Art. 13.     1. Nei confronti di chi esercita l’attività di tatuaggio o di piercing senza i requisiti professionali di cui all’articolo 4, è disposto dall’autorità regionale competente il sequestro delle attrezzature, ed è inflitta la sanzione amministrativa da lire 3.000.000 a lire 15.000.000, con le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.     2. Nei confronti di chi esercita l’attività di tatuaggio o di piercing senza l’autorizzazione comunale, è disposto il sequestro delle attrezzature ed è inflitta, con le stesse procedure di cui al comma 1, la sanzione amministrativa da lire 3.000.000 a lire 6.000.000.    

Allegato n. 1 MODULO INFORMATIVO         Ti sei consigliato con qualcuno?         Lo sai che il tatuaggio consiste nell’introduzione nella cute di pigmenti di varia natura?         Lo sai che è definitivo e per eliminarlo, qualora possibile, è necessario un intervento di chirurgia plastica?         Lo sai che con il tatuaggio o con l’inserimento nella cute di anelli od orecchini sono potenzialmente trasmissibili diverse malattie infettive tra le quali le epatiti e l’AIDS?         Lo sai che il rischio di malattie infettive può essere notevolmente ridotto o eliminato con il rispetto da parte dell’operatore di alcune norme fondamentali di igiene, disinfezione e sterilizzazione?         Sei portatore di una malattia della pelle?         Lo sai che a tali pratiche sono state associate anche la possibile insorgenza di patologie sistemiche e infettive?

News inserita il 10/11/2015

Veneto

Nuovi indirizzi regionali per tutelare la salute della popolazione in connessione alle attività di tatuaggio e piercing.   
PREMESSA  
È sempre più rilevante il fenomeno del tatuaggio e piercing e del trucco permanente e semi-permanente, considerato che è in continuo aumento il numero di persone che anche nella nostra regione si sottopongono a tali trattamenti. 
Al fine di affrontare il fenomeno sotto il profilo della tutela della salute, la Regione del Veneto – sulla base delle specifiche indicazioni formulate nel 1998 dal Ministero della Sanità – ha adottato un insieme di misure per l’attuazione di comportamenti e procedure utili alla prevenzione di malattie infettive e non infettive collegate all’effettuazione dei suddetti trattamenti. 
È stato così predisposto un sistema di tutela igienico-sanitaria, fondato sull’imprescindibile requisito della doppia idoneità (soggettiva ed oggettiva) quale presupposto necessario per lo svolgimento dei suddetti trattamenti in condizioni di sicurezza sanitaria. 
Sulla base dell’esperienza regionale maturata nel settore ed al fine di mantenere elevata – sotto il profilo sanitario – l’attenzione su questo particolare fenomeno, è necessario confermare i caratteri fondamentali del sistema finora adottato in materia, provvedendo tuttavia a ridefinire e precisare alcune misure che, già previste dalla Circolare regionale n. 9 del 01/06/2001, approvata con DGR n. 1245 del 17/05/2001, devono essere aggiornate per garantire un’effettiva tutela sanitaria dei soggetti che si sottopongono ai trattamenti di tatuaggio e piercing. 
Il trucco permanente e semi-permanente, ovvero l’introduzione intradermica di pigmenti colorati mediante aghi, è soggetto ai medesimi requisiti soggettivi ed oggettivi previsti per l’esercizio del tatuaggio e piercing come specificato nell’allegato A della DGR n. 440 del 23/02/2010.

News inserita il 10/06/2015

Toscana

Diventare tatuatore o piercer

Il regolamento di attuazione costituisce l’anno zero per le figure professionali di tatuatori e piercer.

Coloro che esercitavano tale attività prima all’entrata in vigore del regolamento devono conseguire il riconoscimento della qualifica professionale, presentando autocertificazione sull’attività svolta e frequentando un corso obbligatorio di 90 ore in materia igienico – sanitaria. Per continuare a svolgere l’attività devono inoltre adeguarsi a ai requisiti minimi strutturali, gestionali ed igienico sanitari previsti dal regolamento nei termini fissati dal regolamento attuativo della legge regionale 28/2004.

Chi vuole intraprendere l’attività deve essere in possesso della qualifica professionale di tecnico qualificato in tatuaggio o piercing, qualifica che si ottiene frequentando corsi della durata di 600 ore secondo gli standard minimi previsti dagli allegati I e L del regolamento.
Coloro che sono in possesso della qualifica di estetista  devono frequentare un corso i cui contenuti sono definiti negli allegati M (tatuatore) ed N (piercer).
L’attività può essere quindi esercitata presentando una dichiarazione di inizio attività (Dia) al Comune territorialmente competente, il quale verificati i requisiti minimi strutturali, gestionali ed igienico sanitari previsti al Titolo II del regolamento, rilascia l’autorizzazione all’esercizio.
 

Requisiti igienico sanitari
I requisiti igienico sanitari e le procedure per l’esecuzione di tatuaggi e piercing sono definiti nelle linee guida approvate con decreto del  dirigente n.1328 del 30 marzo 2009

·         Linee guida per la pulizia dei pavimenti, delle pareti e degli arredi e la manutenzione degli impianti di ventilazione e degli impianti di scarico >>>

·         Linee guida per il lavaggio delle mani e la pulizia delle unghie >>>

·         Informativa inerente i rischi legati all’esecuzione dei trattamenti di tatuaggio e sulle precauzioni da tenere dopo l’effettuazione degli stessi >>>

·         Informativa inerente i rischi legati all’esecuzione dei trattamenti di piercing e sulle precauzioni da tenere dopo l’effettuazione degli stessi >>>

8.8.2008 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 27

ALLEGATO M (art. 86)

Standard minimo del percorso formativo abbreviato per tecnico qualificato in tatuaggio

Percorso formativo a cui possono accedere coloro che hanno conseguito la qualifica di estetista.

Unità formative volte al conseguimento di obiettivi di competenza di base 

Unità formativa 1

Obiettivi di competenza Contenuti formativi Standard

Area socio culturale

Conoscere la storia del costume e gli aspetti culturali del tatuaggio e della cosmesi. Conoscere i simboli ed il loro valore antropologico. Conoscere le principali forme di arte contemporanea che si esprimono attraverso la modificazione, colorazione e alterazione del corpo umano. 

Lingua straniera: comprendere correttamente schede tecniche e scrivere semplici testi di carattere tecnico nell’ambito professionale studiato.

Storia del costume ed elementi di antropologia culturale. 

Storia dell’arte contemporanea con particolare riferimento alla body art.

Inglese tecnico relativo al settore. 

20 ore

Unità formativa 2

Obiettivi di competenza Contenuti formativi Standard durata Area giuridica Utilizzare nello svolgimento dei propri compiti conoscenze di deontologia. I doveri professionali e i diritti del cliente: disposizioni che riguardano l’esercizio ed i limiti della propria professione. Consenso , consenso informato, art.2043 c.c. 

5 ore

878.8.2008 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 27

Unità formative volte al conseguimento di obiettivi di competenza tecnico-professionale

Unità formativa 3

Obiettivi di competenza Contenuti formativi Standard durata

Area psicologica e sociale

Applicare le conoscenze di psicologia comportamentale e motivazionale 

Utilizzare le tecniche di relazione e di comunicazione nel contesto lavorativo

Principi generali della comunicazione e psicologia socio – relazionale con particolare attenzione all’ambito motivazionale  Stili e ruoli comunicativi, strategie comunicative, contenuti e strategie di presentazione.

10 ore

Unità formativa 4

Area igienicosanitaria

Saper leggere una scheda tecnica, valutare eventuali potenziali reazioni allergiche e/o tossiche e utilizzare le conoscenze relative alla chimica dei pigmenti ed alla tossicologia.

Utilizzare le conoscenze di dermatologia in particolare in relazione alle complicanze dei tatuaggi 

Utilizzare conoscenze di igiene ed epidemiologia, effettuare 

Analisi scheda tecnica, principi di chimica di base con specifico riferimento alla conoscenza delle reazioni sulla cute e sulle mucose delle sostanze anche in relazione alle quantità utilizzate. 

Complicanze dei tatuaggi: risposte tossiche o immunologiche, trasmissione di infezioni, reazioni infiammatorie, dermatiti da contatto allergico (DAC) soprattutto da pigmenti di vario coloro, fontoindotte, granulomatose, lichenoidi, pseudolinfomatose, ecc. Problematiche riguardanti la eventuale rimozione dei tatuaggi, i cosiddetti “pentiti”.

Malattie infettive a contagio ematico, detersione, 

15 ore

88 8.8.2008 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 27

 analisi dei rischi e applicare le procedure di HACCP.

Applicare le nozioni di pronto soccorso e saper affrontare situazioni di emergenza 

disinfezione, sterilizzazione, sanitizzazione, procedura HACCP, rischio sanitario, biologico, fisico, chimico, tossicologico.

Primo soccorso: Basic life support: A, B,C. – Valutazione stato di coscienza. Tempo A: pervietà delle vie aeree; Tempo B: respirazione; Tempo C: Circolazione. Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo Shock anafilattico: procedure scritte.

Unità formativa 5

Obiettivi di competenza Contenuti formativi Standard durata

Area tecnicoprofessionale

Effettuare l’analisi della pigmentazione della pelle per la realizzazione del tatuaggio.

Scegliere la parte anatomica adeguata alla tipologia e dimensione del tatuaggio. Effettuare disegni e decori a mano libera (free hand) e/o con uso di stencil

Assemblare gli aghi, preparare la strumentazione e relativi pigmenti.

 Scegliere e applicare l’adeguato effetto cromatico 

Pulire e trattare il derma pre e post tatuaggio Istruire il cliente sulle precauzioni da seguire, sulla cura per il mantenimento del tatuaggio.

Uso della strumentazione, il loro funzionamento ed utilizzo 

Fototipi di pelle

 Educazione all’immagine: prospettive, forme e colori. Tecniche di disegno figurato e ornato.

Tecnica del tatuaggio: Tecnica di assemblaggio degli aghi, preparazione della strumentazione e uso dei pigmenti; Studio delle tonalità, colore e sfumature rapportate alla naturale pigmentazione. 

Tecnica di pulizia e bendaggio: norme igienico sanitarie per il trattamento del derma e istruzioni per la cura e il mantenimento del tatuaggio 

Fondamenti di elettricità. Funzionamento ed utilizzo 

300 ore

898.8.2008 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 27

 Uso delle apparecchiature  Elementi di elettrologia ed elettromeccanica

Il percorso formativo deve prevedere esercitazioni pratiche in aule attrezzate ad integrazione delle lezioni teoriche su materiale inerte. 

Lo stage deve avere una durata minima del 30% del monte ore complessivo.

News inserita il 10/07/2014

Bologna semplifica regole per tatuaggi.Anche per le attività di acconciatore ed estetista

16 settembre, 12:22

(ANSA) – BOLOGNA, 16 SET – Sarà presto in vigore nei Comuni della provincia di Bologna il nuovo Regolamento per le attività di acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing, presentato in Conferenza metropolitana dall’assessore alle attività produttive e turismo della Provincia Graziano Prantoni. Il regolamento intende semplificare il procedimento a favore delle imprese, ridurre i costi di gestione e gli oneri amministrativi, mantenendo ferma l’attenzione verso la tutela della salute degli utenti e dei lavoratori.

News inserita il 17/09/2013

Regolarizzazione tatuatori e piercer in lombardia

25 Maggio 2013 scaduti i termini per mettersi in regola per  Tatuatori e Piercer che lavorano in LOMBARDIA da prima dell’entrata in vigore del decreto 4721

Difatti  nella regione Lombardia con decreto 4721 del 25 maggio 2011 è stato definito il profilo professionale di “Operatore di Tatuaggio e Piercing” che consente “l’avvio di appositi percorsi formativi a cura degli enti di formazione accreditati al sistema di istruzione e formazione professionale”
Per tutti coloro che esercitano l’attività di Tatuatore e Piercer è divenuta obbligatoria la formazione “ai fini dell’acquisizione delle competenze in ambito igienico-sanitario per tutelare, nell’esercizio dell’attività, la salute del cliente”.
Tali percorsi formativi sono strutturati in due Moduli didattici da 60 e da 30 ore, rispettivamente dedicati all’acquisizione delle Competenze igienico-sanitarie obbligatorie, che tutti coloro che effettuano tatuaggio e piercing devono possedere ed all’apprendimento delle Competenze professionalizzanti relative alle tecniche, ai metodi, ai materiali ed alle attrezzature proprie del tatuaggio e del piercing.
Che la dizione “iscrizione ai primi corsi regionali utili” è da riferirsi all’arco di 24 mesi a partire dalla data del decreto (Nota dell’Ente: 24 mesi a far data dal 25 maggio 2011 e pertanto entro il 25 maggio 2013)
Che pertanto entro tale termine “tutti gli operatori che già svolgono la suddetta attività, devono adeguarsi entro 24 mesi (Nota dell’Ente: 24 mesi a far data dal 25 maggio 2011)
Ricordiamo che solo le Istituzioni formative iscritte all’albo regionale dei soggetti accreditati possono avviare ed erogare tali percorsi e conseguentemente titolo ad esercitare.

Che tali Istituzioni formative, possono avvalersi per la docenza di professionalità con specifico profilo specialistico, rese disponibili anche da persone giuridiche non accreditate (Nota dell’Operatore: a mero titolo esemplificativo ma non esaustivo le tradizionali scuole di tatuaggio e piercing che operano all’esterno del circuito dell’accreditamento e che non possono rilasciare Certificazioni di competenza ufficiali)Che per una corretta informazione all’utenza, solo i soggetti accreditati possono pubblicizzare le proprie iniziative di formazione
Si ribadisce che per svolgere l’attività oltre che ottenere una qualifica professionale occorre ricevere l’idoneità igienico sanitaria del locale ove si esercita deGregorio Procopio

                                                                                                                                            Segretario ATEC

News inserita il 20/06/2013

Toscana verso il cambiamento delle regole per tatuaggi, piercing e trucco permanente

Estetica, piercing e tatuaggi in Toscana: verso il cambio delle regole

In commissioni Sviluppo economico e Sanità: rivedere l’apparato sanzionatorio e adeguare legge a nuove disposizioni statali per certificazione di inizio attivitàStamani sono state illustrate dai presidenti delle commissioni regionali allo Sviluppo economico e Sanità i cambiamenti che si intendono apportare alle normative riguardo la ‘disciplina delle attività di estetica e di tatuaggio e piercing’. Le modifiche principali presentate sono tre: ogni apparecchio elettromeccanico sarà accompagnato da una scheda tecnica, l’impianto sanzionatorio verrà adeguato e modificato e per dichiarare l’inizio di attività sarà sufficiente la Scia (segnalazione certificata di inizio attività).


Tra le novità si è evidenziato la necessità che l’elenco di tutte leattrezzature utilizzabili per le attività di estetica debba essere approvato da una delibera di Giunta, strumento più snello e che meglio risponde alle continue necessità di aggiornamento imposte dallo sviluppo tecnologico. Precisazioni anche riguardo all’impianto sanzionatorio che viene modificato e adeguato secondo l’entità della violazione, sui percorsi formativi e sull’attività a domicilio del committente.

News inserita il 09/05/2013